“Si respira in questi versi dainottiani, volutamente sfilacciati ed erratici, il vivere sospeso di gente presente e insieme assente; gente quasi fantasmatica che “intravive” dentro una propria dimensione semi-onirica. Straordinario interprete dell’understatement, quanto di una cattivante obsolescenza di gozzaniana memoria, Dainotti oggi a me sembra uno dei piú elusivi e significativi poeti della nostra contemporaneità.” (Luigi Fontanella)
“Leggere queste pagine significa attraversare una mappa di solitudini che non è mai astratta, ma concreta, quotidiana, persino domestica. Fabio Dainotti, dopo decenni di scrittura fedele e mai compiacente, offre in Per gente sola un libro che è insieme confessione e osservatorio, specchio e teatro del vivere.” (Vincenzo Guarracino)
Fabio Dainotti, presidente onorario della Lectura Dantis Metelliana, ha curato la pubblicazione presso Bulzoni de Gli ultimi canti del Purgatorio dantesco (2010). Dirige l’annuario di poesia e teoria “Il pensiero poetante”. Dal 1996 ha pubblicato diversi libri di poesia, da L’araldo nello specchio, prefazione di Francesco D’Episcopo, Avagliano Editore, a L’albergo dei morti, postfazione di Nicola Miglino, Manni, 2023 (Premio Gradiva 2024) . È traduttore dal greco e dal latino. Ha collaborato a numerose riviste di settore ed è presente in molte antologie. Come conferenziere, ha parlato su argomenti di letteratura e di interesse dantesco e commentato canti della Divina Commedia. Ha tenuto reading di poesia, in Italia (Milano e Roma) e all’estero (New York).
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Questo è, disse il vecchio in carrozzella,
volevo diventare un letterato
e scrivo a stento lettere,
un tempo, adesso mail;
volevo diventare un lottatore,
e sono debolissimo;
un investigatore,
e non riesco a trovare il calzino
compagno, al mattino;
volevo sposare una donna procace,
e son rimasto solo, alla fin fine.




