Enrico Trebbi non solo è un uomo, ma anche un poeta di parola. Perciò, se intitola E cosí sia il suo nuovo libro di poesie vuol dire – da una parte – che il suo percorso di autore “a stampa” deve considerarsi concluso (secondo il significato piú diffuso del titolo, che equivale “all’Amèn ebraico”); e – dall’altra – in accordo a un’accezione per l’appunto biblica, che quel che scrive “È vero”. Ciò che di critico (ermeneuticamente inteso) sulla sua poesia mi sento di affermare, l’ho già espresso in diverse e disparate occasioni (…) ma la novità di questo E cosí sia è l’intervista che il sé stesso lettore propone al sé stesso poeta alla fine del libro: una preziosissima dichiarazione di poetica (e di politica culturale), quale mai in precedenza l’autore modenese si era concesso, in piena sintonia con l’“intervista immaginaria” Intenzioni, che Eugenio Montale aveva pubblicato nel gennaio 1946. (…) Resta che E cosí sia – l’ultimo o no del suo autore – è un libro teso e calibratissimo, da leggere e assaporare con la medesima adesione richiesta (per complessità, profondità e pathos) da un autentico Trovatore dell’epoca nostra. (dalla pref. di Alberto Bertoni)
Enrico Trebbi (1953) è nato e vive a Modena. Insieme ad Alberto Bertoni e al saxofonista Ivan Valentini ha pubblicato due cd di poesie e musica: La Casa Azzurra (Mobydick, 1997) e Viaggi (Arx Collana & Book Editore, 2001). Del 2017 è il suo volume L’incertezza del volo (Book Editore), Premio “Caput Gauri” 2018 e finalista al Premio internazionale di poesia “Gradiva” 2019 – State University of New York, Stony Brook.
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Voglio lasciare
questo mondo senza grazia, con la grazia
di un ultimo tuo sguardo estivo, occhi
luminosi di precipitosi arcobaleni, soffusi
della bruma che questa amata terra regala.
Ho visto talvolta anche la neve in te
e allora ho dormito tenendoti i fianchi
coi vetri chiusi e le imposte spalancate
per vedere i fiocchi cadere,
il bianco farsi coltre di amanti.




