“L’impostazione data a questo mio sesto libro di poesia, con la varietà di estensione e di compromissione dei componimenti che ospita e dei numerosi preambula e postludia che contiene, mi consente di limitare la sua presentazione al lettore a poche righe essenzialmente intese ad adombrare qualche motivo critico eventualmente restato sacrificato nella scelta dei pezzi, e di annullare definitivamente la frusta convenzionalità dell’espediente adescatore. (…) La concretezza del messaggio e la puntigliosità delle sue delucidazioni sono per il poeta gli elementi nei quali intende dislocare il proprio titolo di originalità (con connessa latente polemica con i superstiti – e resistenti – arcadismi e lirismi irresponsabili); cosciente e responsabile, a sua volta, della energica trazione che l’assimilazione del suo messaggio deve esercitare nei confronti dei gestori di un gusto della poesia anacronistico a fronte dei rischi incombenti sull’intero Genere umano.” Con queste parole, scritte nel 1995 (vera e propria dichiarazione di poetica), Normanno introduce alla lettura di questo suo libro, che egli stesso considerava esemplare del suo percorso e del suo lavoro, e che oggi vede la luce ponendosi come punto essenziale di tutta l’opera di questo autore extra ordinario, a oggi conosciuto e ammirato da una cerchia selezionata di raffinati lettori.
Normanno (Luigi Romano) -1929/2023-, di famiglia siciliana, ha studiato filosofia e musica (pianoforte, organo, armonia e contrappunto) negli anni Cinquanta. A partire dal 1963 ha pubblicato diversi libri. Ha inoltre una vasta produzione pittorica e grafica.




