“Il bianco dell’Africa non ha mai smesso di illuminare il percorso narrativo di Serena Castro Stera e riappare decisamente in questo suo ultimo romanzo, dove domina il «tempo bambino» della nostra scrittrice. Nato da una profonda esigenza autobiografica, questo libro si arricchisce di episodi creati da una fervida immaginazione, in un continuo intrecciarsi di realtà vissuta e di realtà ricreata. (…) Dall’Africa all’Africa: il cerchio si chiude, per poi riaprirsi inaspettatamente nelle ultime parole del libro. Romanzo avvincente per lo stile e per gli episodi narrati, presenta un percorso adolescenziale tipico del nostro tempo, per cui può anche definirsi come opera di formazione, priva comunque di pedanterie e di facili moralismi. Un romanzo dalla parte delle bambine, scritto per essere letto da tutti.” (dalla postfazione di Graziano Benelli)
Nata negli Stati Uniti da genitori triestini, Serena Castro Stera da tempo vive e lavora a Trieste. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo libro di racconti, Dell’amore e di una pietra (Bononia University Press), seguito da Erano solo tre ciliegi (Terra d’ulivi, 2014) e da Ladri d’ulivi (Terra d’ulivi, 2015), con i quali ha ottenuto alcuni premi. Nel 2017 è uscito il suo primo romanzo, Una (Armando Curcio), prefazione di Graziano Benelli. Successivamente ha dato alle stampe i romanzi Nemesi d’aprile (in collaborazione con Angela Aurora Luzzi, Robin, 2018), Un luogo da cui partire (Robin, 2019) e Diverse forme di vita (Robin, 2020). I suoi libri hanno ottenuto diverse recensioni e segnalazioni in riviste letterarie e quotidiani.




