“Un libro, questo di Marina Rezzonico, che si può segnalare come un progetto di ricerca e di autoanalisi della propria vicenda umana realizzata attraverso l’approfondimento della parola e la capacità, ben attiva nella poetessa, di riconoscerne l’importanza in mezzo alla insensatezza e alla chiacchiera che dominano il presente. E la parola poetica costituisce un’àncora di salvezza, un atto di fede laica verso di essa.” (dalla nota di Vincenzo Montuori)
Marina Rezzonico è nata a Basilea. Ha vissuto in Ticino fino a vent’anni dove ha conseguito il titolo di Maestra elementare. Si è laureata in Pedagogia all’Università di Genova. Ha insegnato nelle scuole medie superiori di Massa-Carrara e dal 2005 vive tra Liguria, Toscana e Svizzera Italiana. Con la casa editrice Alla chiara fonte ha pubblicato nel 2009 la sua plaquette d’esordio Da fatali appuntamenti e nel 2023 la raccolta Domino dell’amore.
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Il chiodo del punto esclamativo,
conclusivo,
piú non tiene
(chiodo schiaccia chiodo, ma quante croci?).
Avvolge nel suo ricciolo barocco
il punto di domanda:
sarà, che proprio ciò che è stato nostro,
quello che ci ha fatto dire “sono”,
proprio i migliori nostri decori,
l’impulso dei migliori amori:
sarà che proprio questo, come è successo
al Casanova di Schnitzler
è oggi quello che ci taglia fuori?




